martedì 12 dicembre 2017

il nuovo fascismo della porta accanto


La Costituzione italiana, nella XII disposizione finale, vieta la formazione del disciolto partito fascista. 

Inoltre, la legge n. 645 del 1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.
È vietata perciò la ricostruzione del PNF, del PFR e del NSDAP. 
Ogni tipo di apologia è punibile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni.

La norma prevede sanzioni detentive anche per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampaLa pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.


Nonostante questi chiari divieti legali, frutto di precedenti e radicali rifiuti morali e storici,  sempre più spesso trapelano simboli e  messaggi di chiaro stampo fascista anche tra i giovani e all'interno di associazioni e manifestazioni che nelle nostre città ogni giorno cercano sostegno e adesioni tra la gente.

Si tratta di una deriva molto pericolosa perchè spesso matura nell'indifferenza generale e nel comportamento di media e istituzioni che sottostimano il fenomeno.


Basta ascoltare e vedere i video che seguono per capire meglio quanto sta accadendo sotto i nostri occhi e nella porta accanto.
Capire quanto sia grave tutto quello che stiamo accettando per inerzia e superficialità


Sorge spontanea una domanda:

Siete sicuri di sapere, oggi, cosa significa FASCISMO?


I NAZIONALSOCIALISTI DELLA PORTA ACCANTO




Forza Nuova contro la libertà di informazione nella sede del quotidiano la Repubblica

L'estrema destra irrompe nella sede dell'Associazione "Como senza frontiere"








martedì 5 dicembre 2017

LA RIVOLUZIONE E NAPOLEONE


un riepilogo della rivoluzione francese



di Syria Magro, 4 H


timeline dell'età napoleonica













domenica 3 dicembre 2017

Le nostre Mattinate d'inverno con il FAI

Le Mattinate d'inverno FAI si sono confermate una splendida occasione per accogliere le scuole del territorio e presentare con gli "apprendisti ciceroni" la Chiesa delle anime purganti e il Museo etneo delle migrazioni.

Quasi trecento i visitatori nelle due giornate di apertura, quindici le scuole in visita con i docenti accompagnatori.

Bravi e responsabili i nostri studenti, davvero all'altezza 
del compito non sempre facile, ad maiora!





A sottolineare l'importanza dell'iniziativa, la presenza del sindaco avv. D'Anna, del vescovo mons. Raspanti, della dirigente del liceo  Leonardo prof.ssa Scirè, del referente FAI dell'area Giarre-Riposto prof. Torrisi














giovedì 16 novembre 2017

MATTINATE D’INVERNO FAI A GIARRE




Da lunedì 27 novembre a sabato 2 dicembre 2017, le Delegazioni FAI di tutta Italia aprono in esclusiva luoghi straordinari, per le MATTINATE D’INVERNO, una settimana di visite guidate dagli Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati che, indossati i panni di narratori d'eccezione, raccontano ai giovani delle scuole in visita il valore di questi beni e le storie che custodiscono.
Una visita a misura di studente : si tratta di una splendida occasione per conoscere luoghi storici ed artistici del territorio attraverso un'esperienza di “educazione tra pari” che privilegia la trasmissione orizzontale del sapere e la partecipazione attiva degli studenti nel processo di apprendimento. L’iniziativa viene promossa nello spirito applicativo dell’articolo 9 della Costituzione Italiana, nel  Settantesimo anniversario della sua approvazione: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”
La sezione FAI di Giarre-Riposto aderisce all’iniziativa e presenta nel territorio 
il MUSEO ETNEO DELLE MIGRAZIONI e la CHIESA DELLE ANIME PURGANTI(facciata) con gli studenti del LICEO SCIENTIFICO-LINGUISTICO”LEONARDO” di Giarre, Apprendisti Ciceroni e Volontari FAI impegnati nel progetto di Alternanza scuola-lavoro. 

Le visite avranno luogo nei giorni di GIOVEDI’ 30 NOVEMBRE  e VENERDI’ 1 DICEMBRE, dalle ore 9,30 alle 14,00.



Le scuole interessate dovranno far pervenire 
entro il 20 Novembre la richiesta di partecipazione alla referente, prof.ssa Grazia Messina (graziamssn@gmail.com), inviando con email la scheda allegata, completa con tutti i dati. 

In base alle richieste pervenute verrà approntato un calendario delle visite, che verrà successivamente inoltrato agli interessati. 

Verranno prese in considerazione le richieste in base all’ordine di ricezione e fino alla copertura dell’orario disponibile per le visite.



Per ulteriori informazioni sui luoghi visitabili e sull’iniziativa è possibile consultare il sito: http://mattinatefai.it/



scadenza 20 Novembre 2017





martedì 14 novembre 2017

Maria Teresa d'Austria, sovrana straordinaria

Una donna cambiò il destino di Trieste quando contribuì, a metà Settecento, a farne il primo porto dell'Impero Asburgico, tracciando il suo percorso sociale, politico, economico e culturale.
L'atmosfera che si respira ancora oggi in città trae origine da quella donna e dalla sua affascinante storia: Maria Teresa d'Austria. 
All’Imperatrice, nata 300 anni fa (il 13 maggio 1717), si devono l'anima multietnica, le attitudini letterarie e scientifiche, il profondo legame con la Mitteleuropa, la vocazione commerciale e marittima, le caratteristiche architettoniche e urbanistiche. E tanto altro.






PADRE Carlo VI d’Asburgo
MADRE Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel
NOME COMPLETO Maria Theresia Walburga Amalia Christina von Habsburg
TITOLI Arciduchessa Regnante d’Austria, Re Apostolico d’Ungheria, Regina regnante di Boemia, Imperatrice consorte del Sacro Romano Impero, Regina regnante di Croazia e Slavonia, Duchessa regnante di Parma e Piacenza, Duchessa regnante di Milano, Regina consorte di Germania, Granduchessa consorte di Toscana
MARITO Francesco Stefano di Lorena, Imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di Francesco I
FIGLI: Maria Elisabetta (1730-1740); Maria Anna (1738-1789); Maria Carolina (1740-1741); Giuseppe II (1741-1790); Maria Cristina (1742-1798); Maria Elisabetta (1743-1808); Carlo Giuseppe (1745-1761); Maria Amalia (1746-1804); Leopoldo II (1747-1792); Maria Carolina (1748); Maria Giovanna Gabriella (1750-1762); Maria Giuseppina (1751.1767); Maria Carolina (1752-1814); Ferdinando (1754-1806); Maria Antonia (1755-1783); Massimiliano Francesco (1756-1801). 

CURIOSITA'

Maria Teresa d’Austria non è stata solo una grande sovrana ed abile donna politica ma anche mamma,  amorevole e severa, di ben sedici figli.
Una di loro era la celebre Maria Antonietta, moglie dello sfortunato Delfino di Francia (poi Luigi XVI) ucciso durante la Rivoluzione francese.
Maria Teresa, che aveva dato in sposa la figlia alla tenera età di quattordici anni non ha mai smesso di darle consigli ed anche di rimproverarla. Numerose sono le lettere scritte da Maria Teresa nelle quali la esortava a cambiare il suo comportamento e ad assumersi e responsabilità di una regina.
Maria Antonietta infatti aveva un carattere entusiasta ed allegro per natura; sempre  pronta a sperimentare le  novità; e a Parigi di cose da provare ce n’erano molte di più rispetto a Vienna. La giovane si fece presto conquistare da vezzose abitudini delle cortigiane francesi, facendo arrabbiare non poco la serissima madre che non sopportava la fissazione della figlia per la moda che Maria Antonietta seguiva alla lettera, rasentando a volte il ridicolo. Accadeva spesso che nei corridoi della reggia di Versailles si vedesse una nuvola di piume ondeggiare: sotto c’era la regina!

con Wolfgang Amadeus Mozart
La sovrana e tutta la sua famiglia erano molto amanti della musica. Il re Carlo VI, padre di Maria Teresa era un eccellente suonatore di clavicembalo e di violino. A lei stessa piaceva cantare e l'Imperatore Francesco Stefano gradiva molto la voce da contralto della moglie. 
La famiglia imperiale incoraggiava e supportava i musicisti e quando l'imperatrice sentì parlare di un certo Mozart, un bambino prodigio di Salisburgo, lo invitò a suonare alla Hofburg, la reggia di Vienna.
Una diceria, senza fondamento storico ma possibile, narra che in occasione di quel concerto il piccolo Wolfgang conobbe Maria Antonietta, futura regina di Francia e figlia della coppia imperiale austriaca, e si prese un tal cotta per lei tanto da chiederle di sposarla.
I bambini avevano rispettivamente cinque e sei anni.

giovedì 2 novembre 2017

nascono gli Stati Uniti d'America

La firma della Dichiarazione di indipendenza americana, il 4 luglio 1776


[...] Noi abbiamo inviato petizioni, redatte nei termini più umili, chiedendo
la riparazione dei torti subiti; le nostre ripetute petizioni non hanno ricevuto altra risposta che
ripetute offese. Un Sovrano, il cui carattere è contraddistinto da tutto ciò che può definire un Tiranno,
non ha diritto a governare un popolo libero.
Né abbiamo mancato di usare ogni attenzione nei confronti dei nostri fratelli inglesi. Li abbiamo
ammoniti di volta in volta circa i tentativi del loro Corpo legislativo di estendere su di noi una giurisdizione
illegittima. Abbiamo rammentato loro le circostanze della nostra emigrazione e del nostro
insediamento in questa terra. Abbiamo fatto appello alla loro magnanimità ed al loro innato senso di
giustizia, e li abbiamo scongiurati, in nome dei vincoli dovuti alla nostra comunanza di sangue, di
sconfessare quelle usurpazioni che avrebbero finito inevitabilmente per recidere i nostri rapporti e la
nostra collaborazione.
Anch’essi tuttavia sono stati sordi alla voce della giustizia e della consanguineità. Noi dobbiamo
pertanto piegarci alla necessità di dichiarare la nostra secessione e di considerarli, così come consideriamo
il resto dell’umanità, nemici in guerra ed amici in pace.
Noi, pertanto, rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso generale, appellandoci
al Supremo Giudice dell’universo quanto alla rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente
proclamiamo e dichiariamo, in nome e per autorità dei buoni Popoli di queste Colonie, che queste
Colonie Unite sono, e devono di diritto essere Stati liberi e indipendenti; che sono disciolte da ogni
dovere di fedeltà verso la Corona britannica e che ogni vincolo politico fra di esse e lo Stato di Gran
Bretagna è e dev’essere del tutto reciso; e che quali Stati Liberi e Indipendenti, esse avranno pieno
potere di muovere guerra, di concludere la pace, di stipulare alleanze, di regolare il commercio, e di
compiere tutti quegli altri atti che gli Stati Indipendenti possono di diritto compiere. E a sostegno della
presente Dichiarazione, con ferma fiducia nella protezione della Divina Provvidenza, noi offriamo
reciprocamente in pegno le nostre vite, i nostri averi ed il nostro sacro onore.

leggi tutto:


esercizio
rispondi dopo avere letto il documento:


  • chi scrive il testo?
  • cosa si critica nell'operato del sovrano inglese?
  • cosa si propone per correggere gli errori del monarca?
  • con quali argomenti si giustifica la separazione dalla Gran Bretagna?
  • a chi si affidano gli estensori del testo per la decisione presa?
  • a quali documenti e metodi di analisi già studiati ti riporta  la struttura del documento?


una rivoluzione in atto:

1773-1787


Dall'inizio del 1700 l'Inghilterra aveva consolidato la propria egemonia come potenza coloniale, allargando i propri domini anche sui territori del Nord America. Spinti da una situazione di crisi politica e religiosa, molti inglesi si convinsero a lasciare la madrepatria e tentare la fortuna attraversando l'Atlantico.
Dissidenti politici, minoranze religiose perseguitate in patria ( come i puritani), avanzi di galera o semplicemente uomini in cerca di avventura: i coloni si differenziavano notevolmente tra loro per estrazione culturale, economica e religiosa.
La fine della guerra dei Sette Anni (1756-1763) aveva cancellato in modo definitivo le ambizioni di dominio della Francia sull'America, mentre l’impero britannico si era esteso a tutto il Canada e ai territori ad est del Mississippi.

Per riprendersi dalle spese affrontate nel conflitto con la Francia, la Gran Bretagna introdusse nuove tasse nelle colonie americane e il monopolio commerciale, scatenando le reazioni dei coloni, ormai da tempo organizzati in assemblee legislative autonome e insofferenti per le continue pressioni inglesi.

Le colonie inglesi erano tredici che possono essere schematicamente raggruppate in tre macro-aree: 
  1.  4 partendo da nord, la Nuova Inghilterra ( la c.d. New England)- con Rhode Island, New Hampshire, Connecticut, Massachusetts- dove vivevano i discendenti dell'antica emigrazione religiosa; 
  2. 5 al centro le colonie atlantiche ( il Mid-Atlantic) - Maryland, Delaware, New Jersey, Pennsylvania, New York - in cui gli inglesi si erano frammischiati con gli eredi dei coloni tedeschi, olandesi, irlandesi che erano sbarcati su queste coste nel Seicento; 
  3. 4 infine le colonie meridionali- Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia, Virginia - in cui aveva preso piede un'aristocrazia agricola fedele alla Chiesa anglicana e che, per la coltivazione delle terre, faceva massiccio uso di schiavi neri provenienti dal continente africano.



LE TAPPE DELL'INDIPENDENZA
di Marika Vasta, 4 G


mappa di Lorenzo Sgroi, classe 4 G




infine.....




giovedì 26 ottobre 2017

l'alienazione nella fabbrica

Marx così ci presenta l'alienazione dell'operaio nel sistema di fabbrica, introdotto alla fine del Settecento in Inghilterra e destinato a conservarsi -seppure con modifiche interne ed esterne- fino ai giorni nostri:

Certamente il lavoro produce meraviglie per i ricchi, ma produce lo spogliamento dell'operaio. Produce palazzi, ma caverne per l'operaio. Produce bellezza, ma deformità per l'operaio. 

Esso sostituisce il lavoro con le macchine, ma respinge una parte dei lavo­ratori ad un lavoro barbarico, e riduce a macchine l'altra parte. Produce spiritualità, e produce la imbecillità, il cretinismo dell'operaio. [...] Ma l'alienazione non si mostra solo nel risultato, bensì nell'atto della produzione, dentro la stessa attività producente. [...]
Primieramente in questo: che il lavoro resta esterno all'operaio, cioè non appartiene al suo essere, e che l'operaio quindi non si afferma nel suo lavoro, bensì si nega, non si sente appagato ma infelice, non svolge alcuna libera energia fisica e spirituale, bensì mortifica il suo corpo e rovina il suo spirito. L'operaio si sente quindi con se stesso soltanto fuori del lavoro, e fuori di sé nel lavoro. 

A casa sua egli è quando non lavora e quando lavora non lo è. Il suo lavoro non è volontario, bensì forzato, è lavoro costrit­tivo. Il lavoro non è quindi la soddisfazione di un bisogno, bensì è soltanto un mezzo per soddisfare dei bisogni esterni a esso. [...]

Il risultato è che l'uomo (il lavoratore) si sente libero ormai soltanto nelle sue funzioni bestiali, nel mangiare, nel bere e nel generare, tutt'al più nell'aver una casa, nella sua cura corporale ecc., e che nelle sue funzioni umane si sente solo più una bestia. Il bestiale diventa l'umano e l'umano il bestiale. 
Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici







La catena di montaggio (assembly-line in inglese) è sistema di lavorazione e assemblaggio di manufatti industriali, concepito già negli ultimi anni del XIX secolo, per velocizzare e rendere più efficiente il lavoro degli operai.
Essa è generalmente costituita da un nastro trasportatore, che scorre portando con sé le diverse parti da assemblare per ottenere il prodotto finito. Ogni operaio può così montare un unico pezzo alla volta, tramite movimenti ripetitivi e meccanici, con un notevole risparmio dei tempi di produzione, ma anche con una rigida divisione dei compiti che affida a ciascun addetto un’unica mansione specifica da ripetere ininterrottamente.



La catena di montaggio venne perfezionata e utilizzata per la prima volta nel 1913 nella fabbrica automobilistica dell’americano Henry Ford, riducendo i tempi necessari a produrre una singola autovettura da 12 ore ad un’ora sola.

La catena di montaggio fu però subito anche criticata da coloro che ritenevano che questo sistema di lavoro, altamente ripetitivo e meccanico, provocasse alienazione della psiche, e disturbi motori negli operai costretti a gesti ripetitivi, in rapida successione e privi di contenuto professionale. Le problematiche connesse all’utilizzo delle catene di montaggio furono rese celebri dal famosissimo film di Charlie Chaplin, Tempi moderni (1936) che descrive in maniera molto efficace gli effetti stressanti ed alienanti che tale metodo produceva negli operai addetti.


La divisione del lavoro era stata già  teorizzata dall’economista scozzese Adam Smith( padre del liberismo),  il quale nel 1776 aveva dimostrato che le operazioni per produrre un oggetto semplice quanto si voglia, come uno spillo, sono molte e possono essere scomposte e affidate a persone diverse. 

Il risultato che si ottiene è l'aumento della produttività di ciascun operaio e quindi della produzione globale e della ricchezza generale. Infatti se le diverse fasi della lavorazione di un prodotto sono compiute da diversi lavoratori, ciascuno di questi diventa abile e veloce e si annullano i tempi morti tra ciascuna fase e la successiva. 

La divisione del lavoro fu il modello produttivo che si diffuse lungo l’Ottocento e, soprattutto nelle fabbriche tessili, l’introduzione di macchine automatizzate impose agli operai ritmi di lavoro ai quali si dovettero adattare, con le conseguenze alienanti sopra individuate da Marx.