lunedì 20 marzo 2017

gli studenti del Leonardo nelle Giornate di primavera FAI

GLI STUDENTI DEL LICEO LEONARDO PARTECIPANO ALLE GIORNATE DI PRIMAVERA FAI COME APPRENDISTI CICERONI

  VI ASPETTIAMO SABATO 25 E DOMENICA 26 MARZO!

venerdì 10 marzo 2017

il Risorgimento in suoni: l'opera di padre Davide da Zanica

post di Matteo Saverio Grasso

Le sanguinose giornate di Marzo

La rivoluzione sconvolgeva l’intera Europa e passò anche per Milano. I cittadini insorsero contro la dominazione austriaca e, in cinque giornate (dal 18 al 22 marzo), riuscirono a liberare la città. 

Padre Davide viveva a Piacenza ma per impegni artistici si spostava per tutta l’Italia settentrionale e più volte era stato a Milano, perciò possiamo credere che conoscesse bene la tensione nella città.

Entusiasta delle notizie provenienti dal capoluogo lombardo, al pari di un pittore o di un letterato, riuscì a dipingere musicalmente un ritratto mirabile della rivoluzione milanese. Le vicende delle cinque giornate vengono raccontate da suggestioni musicali tanto efficaci che hanno la forza e l’effetto di portare l’uditore nel mezzo dello scontro armato: spari, fiamme, concitazione, feriti, morti e, solo alla fine, la gioia della vittoria.



 Il grandioso poema sinfonico «Le sanguinose giornate di Marzo» si apre con scalette stizzose di semicrome che richiamano la raffica dei proiettili che si risolvono in una frase musicale fiera e pomposa, che sta quasi a indicare l’aspetto corale dell’ impresa, l’afflato collettivo contro l’oppressore. Poi lo scontro si accende: con la modulazione della tonalità e l’accelerazione del ritmo si arriva al culmine della battaglia: frasi musicali si susseguono come pallottole, il pedale tuona come un cannone e l’accompagnamento concitato sibila come proiettili. Dopo lo scontro i feriti restano a terra, alcuni sono morti e in città divampa un incendio; le note ribattute del pedale stanno a indicare le campane a martello battute a mo’ di allarme mentre la parte dei manuali si agita, crepita e brilla come una fiamma. 

L’invasore è cacciato e un clima allegro comincia a diffondersi in città: il trionfo milanese occupa l’episodio finale dell’opera, il più corposo e il più gioioso in cui l’organo si trasforma nelle bande popolari che finalmente possono sfilare per le vie della città e suonare di gioia per la vittoria. Nella parte finale si vede l’adesione accorata del compositore alla gioia per la cacciata degli Austriaci

 Padre Davide da Bergamo va citato tra i musicisti capitali del nostro Risorgimento anche perché, col suo stile particolare, è stato cantore di questa epoca storica al pari di un Giuseppe Verdi o di un Michele Novaro (l’autore della musica dell’Inno nazionale).




giovedì 23 febbraio 2017

laboratorio a San Berillo



Innocenzo Grimaldi 

segnala questo video ricevuto da Luca Aiello su un laboratorio di documentazione audiovisiva realizzato nel quartiere di San Berillo a Catania nell'ambito del progetto "Trame di Quartiere"

Esperienza di grande valore formativo e documentario

sabato 18 febbraio 2017

morte di un miliziano lealista





Nel 1936, Robert Capa diviene famoso in tutto il mondo per una foto scattata a Cordova, dove ritrae un soldato dell'esercito repubblicano nella guerra civile spagnola, con addosso una camicia bianca, colpito a morte da un proiettile sparato dai franchisti. Questa foto è tra le più famose fotografie di guerra mai scattate. Fu pubblicata, per la prima volta, sulla rivista VU (23 settembre del 1936) poi su Life, sul Picture Post e poi migliaia di altre volte.
La foto è stata al centro di una lunga diatriba in merito alla sua presunta non autenticità.


Robert Capa non si chiama veramente Robert Capa. 
Il suo vero nome è Friedmann Endre Ernő, nato a Budapest il 22 ottobre del 1913. Cambia nome a Parigi negli anni ‘30, dopo essere scappato dalla Germania per via del nazismo, perché un fotografo con il suo stesso nome gli rendeva difficile trovare lavoro. 
Robert Capa è considerato uno dei padri del fotogiornalismo. Con i suoi reportage ha raccontato le grandi guerre dello scorso secolo: dalla guerra civile spagnola alla guerra d'Indocina, passando naturalmente per la seconda guerra mondiale.
Gli scatti di Capa sono famosi in tutto il mondo grazie, soprattutto, alla sua collaborazione con la rivista LIFE che pubblicò i suoi reportage. 
Alcune delle sue foto sono anche soggetti di grandiose storie, che tengono vivo il mito di Capa ancora oggi

domenica 12 febbraio 2017

la vergogna tedesca in Namibia

post di Alessandra Augello, 5 I

 la vergogna tedesca
“All’interno del territorio tedesco si sparerà contro tutti gli uomini della tribù degli Herero armati o disarmati, con o senza bestiame. Nel territorio non verranno accolti nemmeno donne e bambini: essi verranno ricondotti al popolo o fucilati…” 
Lothar van Trotha


In  tre anni, dal 1904 al 1907 , furono circa 100.000,  in NAMIBIA,  gli abitanti dei Nama e degli Herero che morirono  nell’Africa «tedesca»

Le loro terre vennero distrutte, migliaia di persone furono deportate nel deserto e lasciate morire di fame e di sete e altre furono spedite nei campi di concentramento. 

In questi anni troviamo tutti i prodromi di trent’anni dopo:
Il Socialdarwinismo;
La Superiorità della razza;
Gli Esperimenti medici:  Josef Mengel fu l’allievo di Eugen Fischer, il medico che condusse esperimenti sugli Herero;
I primi campi di concentramento;
L’idea di cancellare un popolo dalla faccia della terra


ecco cosa accadde


domenica 29 gennaio 2017

il Medio Oriente oggi

Districarsi nelle contese internazionali non è mai stato facile ma certo lo diventa maggiormente quando gli agenti della rivalità sono tanti e mascherano i loro reali interessi dietro azioni volte apparentemente al mantenimento di un equilibrio di pace favorevole alle popolazioni coinvolte, e a tutti gli altri popoli di conseguenza.

L'eterogenesi dei  fini, che nasconde l'origine dei reali obiettivi di ciascuna parte in causa,  è da sempre alla base delle competizioni umane. 
Nella globalizzazione tuttavia essa trova maschere più facili e strumenti più duttili, perchè il gioco può essere condotto con soggetti fragili e dunque meno capaci di difendersi e smascherare il gioco prima di essere eliminati.

In quest'ottica  il giornalista Gigi Riva analizza l'attuale competizione in Medio Oriente
RUSSIA, USA, CINA, TURCHIA e la SIRIA


presentazione di Andrea Nicolosi, classe 5 I

giovedì 26 gennaio 2017

giornata della memoria 2017



ALLE ORE 8 DI DOMANI 27 GENNAIO
giornata della memoria

APPUNTAMENTO AL CINEMA EDEN PER LA PROIEZIONE DEL FILM


Legge 20 luglio 2000, n. 211

"Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"
(Gazzetta Ufficiale n. 177, 31 luglio 2000)

Art. 1
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Art. 2
In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.